Saturday, July 10, 2010

Day 1

Dopo tanti anni ho deciso di ritornare a scrivere nella mia madrelingua. Le molte ragioni di questa decisione verrano probabilmente fuori nei giorni o nelle settimane successive, per ora e' molto importante riuscire a trovare le parole e le espressioni per descrivere i mille pensieri che in questo momento della mia vita mi stanno offuscando la mente, e che non son piu' abituato a buttar fuori in lingua italiana.
Perche' Boracay Boy? Semplice....da 10 anni vivo nell'arcipelago delle Filippine, negli ultimi 3 in particolare nell'isola di Boracay. No, non sono un turista...ho sempre lavorato e viaggiato per lavoro, quasi mai per piacere. Anche la mia permanenza su questo paradiso tropicale e' dettata piu' dal business e dalla carriera che dalla voglia di divertirmi...anche se, senza dubbio, le due cose vanno di pari passo quando si abita su un'atollo di 10 km quadrati visitato da un milione di turisti ogni anno :)



No, non sono una guida turistica, nemmeno un insegnante di kitesurf, anche se e' proprio a causa di questa mia passione che 7 anni fa ho scoperto questa isola meravigliosa di cui oggi posso vantare di essere uno dei pochi residenti. Sono un imprenditore immobiliare, il mio lavoro e' acquistare terreni in spiagge tropicali e svilupparli in complessi residenziali di lusso con appartamenti da mettere in vendita sui mercati occidentali, destinati a clienti che vogliono coronare il sogno di essere i fortunati proprietari di un angolo di paradiso in cui rifugiarsi quando lo stress e la stanchezza prendono piede nei loro mondi vincolati da regole, obblighi, impegni, e chi piu' ne ha, piu' ne metta.
Spiegare come sono approdato nelle Filippine e come ho iniziato a occuparmi di industria immobiliare, io che sono un tecnico elettronico dalle umili origini, richiede tempo, pazienza, giusta predisposizione...e tanta onesta'. Nelle prossime settimane la mia storia, verra' piu' o meno descritta con dovizia di particolari (per lo meno in quelle aree dove i particolari si possono utilizzare senza andare contro niente e nessuno...per lo meno l'intenzione e' quella..)
So gia' che nelle mie pagine molti saranno i commenti ed i giudizi che esprimero' pro o contro la civilta' che mi ospita. Vorrei anticipare che, se leggerete giudizi negativi, non saranno scritti perche' mossi da razzismo, cattiveria, o chissa' quali altre cattive intenzioni...saranno semplicemente osservazioni logiche, obiettive e razionali su una civilta' che nel corso di un lungo decennio ho in parte adottato ed in cui sono diventato un uomo...che per queste ragioni conosco al pari se non meglio della cultura italiana, che ho abbandonato da adolescente e che quindi ho in parte dimenticato, in parte mai avuto l'occasione di esplorare nelle vesti di uomo.
Una delle ragioni per cui mi esprimero' qui in italiano e' infatti l'impossibilita' di esprimere giudizi e considerazioni in Inglese su un popolo che usa questa lingua come primaria e che poco e' propenso ad essere giudicato ed in genere, criticato. Purtroppo nel corso degli anni sono diventato, a causa del mio lavoro, del mio stile di vita, ed in passato anche a cause delle persone che frequentavo, un personaggio piu' o meno conosciuto in questa Regione del paese, e di conseguenza non sono piu' nella posizione di fare commenti 'da bar' su blog o luoghi piu' o meno virtuali, frequentati da persone che mi conoscono e sanno dove vivo...ho fatto questo sbaglio in passato e sono stato messo alla forca...virtualmente, grazie al cielo, ma la prossima volta la cosiddetta 'forca' potrebbe essere molto meno figurativa...per cui meglio non azzardare un secondo errore.
Allo stesso tempo, non voglio tenermi dentro importanti pensieri e sentimenti che, per natura, sento il dovere di manifestare e condividere, magari cercando in questo un po' di conforto, e' chissa', comprensione.
Non so come sarebbe stata la mia vita oggi se fossi rimasto in Italia...non ci e' data la facolta' di poter conoscere le conseguenze di azioni che non sono mai state perpetuate....solo nei film holliwoodiani i protagonisti sanno, guardando dentro ad una improbabile macchina del tempo, come una certa azione del presente potrebbe influenzare un ipotetico futuro...beh, io a 20 anni non ero a hollywood e non sapevo dell'esistenza di quella fottuta macchina del tempo, per cui ho dovuto decidere mosso da ben altri parametri, tra cui, lo ammetto, la rabbia, la frustrazione e l'indisposizione verso un paese di provincia (quello in cui ero nato), fatto di persone ottuse, piuttosto fredde ed egoiste, a partire dai miei stessi famigliari....

2 comments:

  1. E' un piacere leggerti..^__^
    Attendo con ansia le prossime storie che vorrai raccontarci!!

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